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Retribuzione dell'esercito romano
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Per mwfgpaga nellmwfw'mwgaesercito romano si intendeva lo mwgqstipendium annuale percepito da un soldato romano, di qualunque grado esso fosse, a partire dall'mwggepoca Repubblicana, fino al mwgwtardo Impero romano. Costituiva la parte principale delle entrate del soldato romano, che dalla fine della Repubblica cominciò a percepire, oltre al mwhabottino di guerra, anche dei premi in denaro chiamati mwhqmwhgdonativa. Questi ultimi crebbero a tal punto nei secoli successivi, che nel mwhwIV secolo, l'antico mwiastipendium costituiva solo il 10-15% dell'intero ammontare delle entrate del mwiqlegionario romano.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Età repubblicana
Il primo stipendium alla fine del V secolo a.C.
Nel corso del mwkw407 a.C., quando l'esercito romano fu diviso in tre parti e mandato a saccheggiare il territorio dei nemici sotto il comando di tre dei quattro Tribuni militari (mwlaLucio Valerio Potito si diresse su Anzio, Gneo Cornelio Cosso si diresse su mwlqEcetra e mwlgNumerio Fabio Ambusto attaccò e conquistò mwlwAnxur lasciando la preda ai soldati di tutti e tre gli eserciti), fu istituito lo stipendio per i soldati, forse su indicazione dello stesso mwmaFurio Camillo. Ecco come lo racconta mwmqTito Livio:
(latino)
«
Additum deinde omnium maxime tempestivo principium in mortitudinem munere, ut ante mentionem ullam plebis tribunorumque decerneret senatus, ut stipendium miles de publico acciperet, cum ante id tempus de suo quisque functus eoi munere esse. (60) Nihil acceptum unquam a plebe tanto gaudio traditur.
»
(italiano)
«I patrizi poi aggiunsero un dono quanto mai opportuno per la plebe: il senato, senza che mai prima plebe e tribuni vi avessero fatto menzione, decretò che i soldati ricevessero uno stipendio tratto dalle casse dello Stato. Fino a quel momento ciascuno adempiva al servizio militare a proprie spese. (60) A quanto risulta, nessun provvedimento fu accolto con tanta gioia dalla plebe.»
(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, IV, 59-60, op. cit.)
Ovvie le conseguenze: ringraziamenti dei plebei, polemiche dei Tribuni che vedevano spuntate alcune delle loro armi, proteste di chi doveva pagare. Il vantaggio immediato fu che venne approvata una legge che dichiarava guerra a Veio e i nuovi Tribuni con potestà militare vi condussero un esercito in massima parte formato da volontari. E forse sempre in questa circostanza la legione potrebbe aver assunto come formazione di battaglia, quella mwnamanipolare.cite-ref-1[1]
Al tempo delle mwogguerre puniche, la paga era fissata a 2 mwowoboli al giorno, ovvero un terzo di una mwpamwpqdracma (un mwpgmwpwdenario dopo il mwqa211 a.C.), per il periodo in cui erano sotto le armi.cite-ref-polibiovi-39-12-2-0[2] In aggiunta, ogni fante aveva diritto ad una quota del bottino di guerra (i prigionieri erano venduti come schiavi, oltre ad animali, tesori, armi e altri beni), che veniva messo all'asta e il ricavato distribuito agli ufficiali e agli uomini secondo vari criteri. I mwrqcenturioni ricevevano il doppio della paga dei propri uomini, vale a dire 4 mwrgmwrwoboli ovvero due-terzi di una mwsamwsqdracma al giorno.cite-ref-polibiovi-39-12-2-1[2] Quanto alla razione di viveri, ai fanti erano distribuiti circa due terzi di un mwtgmedimno attico di grano al mese.cite-ref-polibiovi-39-13-3-0[3]
Sappiamo, inoltre, da mwvaPolibio, che se la paga distribuita ai cavalieri romani era di una mwvqdracma al giorno, tre volte quanto prendeva un fante,cite-ref-polibiovi-39-12-2-2[2] le razioni mensili erano di sette mwwgmedimni di orzo e due di grano.cite-ref-polibiovi-39-13-3-1[3] Agli alleati (mwxwmwyasocii) invece erano dati gratuitamente un medimno ed un terzo di frumento, oltre a cinque di orzo al mese.cite-ref-polibiovi-39-13-14-4-0[4] Agli alleati tutto questo viene dato in regalo. Nel caso dei Romani, invece, il mwzqquestore detraeva dallo mwzgmwzwstipendium il prezzo stabilito per il grano, il vestiario e per ogni arma di cui avessero bisogno.cite-ref-5[5]
La riforma di Gaio Mario (107-101 a.C.)
Verso la fine del mwdaII secolo a.C. Roma si era trovata coinvolta in una mwdqguerra in mwdgNumidia dove, per la mancanza di attrattiva di qualsiasi genere, era quasi impossibile reperire nuove reclute. Da questa premessa il console di quell'anno, mwdwGaio Mario, decise di aprire le legioni a chiunque, che fosse o meno possidente,cite-ref-6[6] come ci racconta mwfaSallustio:
«Mario si accorse che gli animi della
plebe
erano pieni di entusiasmo. Senza perdere tempo caricò le navi di armi,
stipendium
per i soldati e tutto ciò che era utile, ordinando a Manlio di imbarcarsi. Egli intanto, arruolava soldati, non come era nell'uso di quel periodo, per classi sociali, ma anzi accettando tutti i volontari, per la massima parte nullatenenti (
capite censi
).»
(Gaio Sallustio Crispo, Bellum Iugurthinum, LXXXVI.)
Il servizio attivo permanente subiva così un importante cambiamento nel mwfw107 a.C. La mwgaRepubblica romana fu costretta ad assumersi l'onere di equipaggiare e rifornire le truppe legionarie, permettendo a tutti, compresi i nullatenenti, di arruolarsi. L'età minima per i volontari (non più costretti a prestare il servizio di leva) era ora stabilita a 17 anni, quella massima a 46.cite-ref-dobson213-7-0[7] Si trattava della prima forma di un esercito di professionisti dove era abolita la coscrizione per censo, mentre i mwhqsoldati veterani, che dall'esercito traevano quotidiano sostentamento (vitto e alloggio, oltre all'equipaggiamento), ottennero una pensione sotto forma di assegnazioni di terre nelle colonie e, più tardi, anche della mwhgcittadinanza romana. A loro Mario e poi i successivi comandanti concedevano anche di dividere il bottino razziato nel corso delle campagne militari.cite-ref-dobson214-8-0[8]
Al tempo di Cesare
Cesare non tolse nel corso della mwjgconquista della Gallia ai suoi soldati la possibilità di far mwjwbottino, ma il semplice mwkalegionario doveva aver ben chiaro l'obiettivo finale della campagna, e le sue azioni non dovevano condizionare i piani operativi del comandante. Conscio della miseria dei suoi soldati, Cesare, di sua iniziativa, nel mwkq51-mwkg50 a.C. raddoppiò la paga passandola da 5 a 10 assi al giorno (pari a 225 denarii annui), tanto che la paga del legionario rimase invariata fino al periodo dell'imperatore mwkwDomiziano (mwla81-mwlq96)cite-ref-9[9].
Egli, contrariamente a quanto avevano fatto molti dei suoi predecessori che fornivano alle truppe donativi occasionali, reputò fosse necessario dare continuità al servizio che i militari fornivano, istituendo per il congedo il diritto ad un premio in terre, secondo l'uso che fino ad allora era stato a totale discrezione del solo comandante.
Alto Impero
Durante l'alto Impero, l'approvvigionamento alle truppe, stanziate lungo i mwngconfini imperiali, fu garantito da un sistema di raccolta di derrate alimentari, anche attraverso requisizioni forzose (dietro rimborso), chiamato mwnwmwoaannona militaris. In sostanza alla paga di mwoqlegionario ed mwogausiliario venivano, poi, dedotti tutti i costi legati al suo mantenimento. Lo mwowstipendium risultava, pertanto, composto da una paga in mwpamoneta ed una "in natura".
Al tempo di Augusto (30 a.C. - 14 d.C.)
mwqaAugusto riordinò l'intero mwqqsistema di difese dei confini imperiali, acquartierando in modo permanente mwqglegioni e mwqwmwraauxilia in mwrqfortezze e mwrgforti lungo il mwrwmwsalimes. Portò ordine nell'amministrazione finanziaria dello Stato romano, attribuendo un salario e una gratifica di congedo a tutti i soldati dell'esercito imperiale (sia ai mwsqlegionari che agli mwsgausiliari) con la creazione di un mwswmwtaaerarium militare.
Con riferimento alle mwtgtruppe ausiliarie Augusto offrì loro una paga quadrimestrale ed un equipaggiamento uniforme, pari a circa i 1/3 di quanto percepiva un legionario (che riceveva 225 mwtwdenari annui), vale a dire attorno ai 75 mwuadenari annui. Lo mwuqmwugstipendium di un cavaliere di mwuwmwvaAla era però superiore a quello di un mwvqlegionario romano, aggirandosi attorno ai 250 mwvgdenari, mentre quella di un cavaliere di mwvwcoorte equitata andava sui 200 denari.cite-ref-lebohec283-10-0[10] In sostanza, gli mwxamwxqequites alares (cavalieri di mwxgAla) erano i più pagati: dopo di loro c'erano i fanti di una mwxwmwyacohors equitata con 150 denari e infine quelli di una coorte peditata.cite-ref-cheesman35-11-0[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13] Secondo alcuni recenti calcoli, l'esborso annuale che l'mw1qmw1gaerarium militare doveva spendere per mantenere questo imponente esercito era tra i 31.000.000 di mw1wdenarii secondo alcunicite-ref-14[14] e di 65.000.000 di denarii secondo altri.cite-ref-lebohec284-15-0[15]
«Il servizio militare è, nella sua sostanza, faticoso e non rende nulla: l'anima e il corpo si valutano dieci
assi
al giorno e con questi si deve pagare gli indumenti, le armi, le tende, oltre a salvarsi dalle sevizie dei
centurioni
o per comprare qualche esenzione da qualche fatica.»
Il premio finale al momento del congedo, quasi fosse una forma di mw5qliquidazione moderna, era per i legionari pari a 3.000 mw5gmw5wdenarii, mentre ai pretoriani erano donati ben 5.000 mw6adenarii.cite-ref-16[16]
Al tempo di Domiziano (81-96)
Il primo aumento della paga di un soldato in mw7wepoca imperiale fu all'epoca di mw8aDomiziano, il quale la incrementò di un quarto non solo lo mw8qstipendium dei mw8glegionari, ma anche quello delle mw8wunità ausiliarie, portando così il compenso annuo a 333 mw9adenari per un mw9qcavaliere dmw9g'mw9wmw-aala, 266 denari per un cavaliere di mw-qcohors equitata e a 200 mw-gdenari per un fante di mw-wcohors equitata.cite-ref-lebohec283-10-1[10]cite-ref-17[17]
Al tempo di Settimio Severo (193-211)
mwaqySettimio Severo favorì i legionari in vari modi, aumentando loro la paga e riconoscendo loro il diritto di sposarsi durante il servizio,cite-ref-18[18] oltre a concedere loro di poter abitare con la propria famiglia fuori del campo (mwaqsmwaqwcanabae). Tale riforma comportò una "regionalizzazione" delle legioni, che in questo modo si legarono non solo al loro comandante, ma anche a un territorio ben preciso.
Al tempo di Caracalla (211-217)
Con l'introduzione della mwaq8mwaraConstitutio Antoniniana da parte dell'Imperatore mwareCaracalla, venne concessa la mwaricittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'impero ad eccezione dei mwarmmwarqdediticii. L'obiettivo era quello di aumentare il gettito dei tributi nelle casse dell'erario, al fine di tentare di far fronte ai crescenti costi degli mwarustipendi dei mwarymilitari, necessari per il mantenimento degli eserciti lungo le mwarcfrontiere.
Massimino Trace (235)
Secondo la versione di mwaroErodiano, la rivolta dei soldati che portò alla morte di Alessandro Severo fu dovuta principalmente al fatto che molti dei soldati di origine mwarspannonica, assai devoti a Massimino,cite-ref-erodiano6-8-3-19-0[19] ritenevano che Alessandro dipendesse troppo dal potere della madre e si stesse comportando con codardia nel condurre la guerra germanica contro gli mwasaAlemanni. Essi ricordavano i recenti mwasedisastri in Oriente, a causa del continuo esitare dell'Imperatore.cite-ref-erodiano6-8-3-19-1[19] Programmarono così l'uccisione di Alessandro e l'elevazione alla porpora imperiale di Massimino,cite-ref-20[20] al quale sembra gettarono il mantello di porpora, mentre passava per un'ispezione.cite-ref-erodiano6-8-5-21-0[21] E se in un primo momento rifiutò, poi decise di accettare, pur ritenendo che tale acclamazione doveva essere seguita dall'immediata uccisione di Alessandro, prima che organizzasse le sue legioni.cite-ref-22[22] E così dopo aver promesso di raddoppiare il loro mwatistipendium di soldato, nuovi mwatmmwatqdonativa e di cancellare tutte le punizioni, marciò con decisione contro l'accampamento di Alessandro (che si trovava a mwatumwatyMogontiacum).cite-ref-erodiano6-8-8-23-0[23]
Tabella riassuntiva degli stipendia militari: da Augusto a Massimino Trace
Qui sotto trovate una tabella che cerca di riassumere, sulla base dei calcoli effettuati da alcuni studiosi moderni e dei pochi elementi letterari dell'epoca, oltre ad una limitata documentazione archeologico-epigrafica giunta fino a noi, la paga annua dei soldati romani:cite-ref-24[24]
| Legione romana | Augusto (in denarii ) | Domiziano (in denarii ) | Settimio Severo (in denarii ) | Caracalla (in denarii ) | Massimino Trace [ 23 ] (in denarii ) |
|---|---|---|---|---|---|
| legionario ( miles ) | 225 | 300 | 450 | 675 | 1350 |
| immunis | 225 | 300 | 450 | 675 | 1.350 |
| principalis sesquiplicarius (= paga pari ad 1,5 volte) ( Cornicen , Tesserarius e Beneficiarius ) | 337 | 450 | 675 | 1.012 | 2.025 |
| principalis duplicarius (= paga pari a 2 volte) ( Optio , Aquilifer , Signifer , Imaginifer , Vexillarius equitum , Cornicularius , Campidoctor ) | 450 | 600 | 900 | 1.350 | 2.700 |
| principalis triplicarius (= paga pari a 3 volte) [ 25 ] ( Evocatus [ 25 ] ) | 675 | 900 | 1350 | 2025 | 4050 |
| cavaliere legionario | 262 | 350 | 525 | 787 | 1.575 |
| centurione / decurione | 3.375 | 4.500 | 6.750 | 10.125 | 20.250 |
| centurione primo ordo | 6.750 | 9.000 | 13.500 | 20.250 | 40.500 |
| centurione primus pilus | 13.500 | 18.000 | 27.000 | 40.500 | 81.000 |
| praefectus castrorum | 15.000 | 20.000 | 30.000 | 45.000 | 90.000 |
| Tribunus angusticlavius | 18.750 | 25.000 | 37.500 | 56.250 | 112.500 |
| Tribunus laticlavius | 30.000 | 40.000 | 60.000 | 90.000 | 180.000 |
| Truppe ausiliarie | Augusto (in denarii ) | Domiziano (in denarii ) | Settimio Severo (in denarii ) | Caracalla (in denarii ) | Massimino Trace (in denarii ) |
|---|---|---|---|---|---|
| fante di cohors peditata | 75 | 100 | 150 | 225 | 450 |
| fante di cohors equitata | 150 | 200 | 300 | 450 | 900 |
| cavaliere di cohors equitata | 200 | 267 | 400 | 600 | 1.200 |
| cavaliere di Ala | 250 | 333 | 500 | 750 | 1.500 |
| Praefectus cohortis | 3.375 | 4.500 | 6.750 | 10.125 | 20.250 |
| Praefectus alae | 11.250 | 15.000 | 22.500 | 33.750 | 67.500 |
| Guarnigioni di Roma | Augusto (in denarii ) | Domiziano (in denarii ) | Settimio Severo (in denarii ) | Caracalla (in denarii ) | Massimino Trace (in denarii ) |
|---|---|---|---|---|---|
| praetorianus | 750 [ 26 ] | 1.000 | 1.500 | 2.250 | 4.500 |
| urbanicianus | 375 [ 26 ] | 500 | 750 | 1.125 | 2.250 |
| vigil | 150 [ 26 ] | 200 | 300 | 450 | 900 |
| Marina militare | Augusto (in denarii ) | Domiziano (in denarii ) | Settimio Severo (in denarii ) | Caracalla (in denarii ) | Massimino Trace (in denarii ) |
|---|---|---|---|---|---|
| classiarius ( Classis Misenensis ) | 150 | 200 | 300 | 450 | 900 |
| classiarius ( Classis Ravennatis ) | 150 | 200 | 300 | 450 | 900 |
| classiarius ( Classis provincialis ) | 75 | 100 | 150 | 225 | 450 |
Costo dell'esercito nei primi due secoli di Impero
L'impatto dei costi di un esercito tanto vasto (da mwazsAugusto ai mwazwSeveri) sull'mwaz0economia dell'Impero romano può misurarsi, seppure in modo approssimativo, come segue:
| Data | Impero popolazione | Impero PIL (milioni di denarii ) (a) | Costo dell'esercito (milioni di denarii ) (a) | Costo dell'esercito (% del PIL) |
|---|---|---|---|---|
| 14 d.C. | 46 milioni [ 27 ] | 5.000 [ 28 ] | 123 [ 29 ] | 2.5% |
| 150 d.C. | 61 milioni [ 30 ] | 6.800 (b) | 194 (c) | 2.9% |
| 215 d.C. | 50 milioni (d) | 5.435 (b) | 223 (c) | 4.1% |
mwa3gmwa3kNote:
(a) Valore costanti al 14 d.C. espressi in mwa3sdenarii, slegati da aumenti della paga militare per compensare la svalutazione monetaria
(b) nell'ipotesi di una crescita trascurabile del PIL pro capite (normale per un'economia agricola)
(c) Duncan-Jones: costi degli anni 14-84 costi, inflazionati dall'aumento dell'esercito, assumendo anche bonus pagati agli ausiliari dopo l'84
(d) assumendo un declino del 22.5% nella popolazione, dovuto alla mwa38peste antonina degli anni mwa4a165-mwa4e180 (media tra il 15-30%)cite-ref-31[31]
Il costo dell'intero esercito crebbe moderatamente comemwa4g % del PIL tra il 14 ed il 150 d.C., malgrado un incremento degli effettivi di circa il 50%, passando da 255.000 armati circacite-ref-32[32] del mwa4023 a 383.000cite-ref-33[33] sotto mwa5iAdriano, fino ad arrivare alla morte di mwa5mSettimio Severo nel mwa5q211 a 442.000 circa.cite-ref-34[34]
Questo perché la popolazione dell'impero, e quindi il PIL totale, aumentò sensibilmente (+35% ca.). Successivamente, la percentuale di spesa dell'esercito verso il PIL aumentò di quasi la metà, sebbene l'aumento degli effettivi dell'esercito fu solo del 15% ca (dal mwa5o150 al mwa5s215). Ciò fu dovuto principalmente alla peste antonina, che gli storici epidemiologici hanno stimato aver ridotto la popolazione dell'impero tra il 15% ed il 30%. Tuttavia, anche nel 215, i Romani spendevano una percentuale sul PIL simile a quella che oggi spende la difesa dell'unica superpotenza globale degli mwa5wStati Uniti d'America (pari al 3,5% del PIL nel 2003). Ma l'effettivo onere dei contribuenti, in un'economica pressoché agricola con una produzione in eccedenza veramente limitata (l'80% della popolazione imperiale dipendeva da un'mwa50agricoltura di sussistenza ed un ulteriore 10% dal reddito di sussistenza), era certamente molto più gravoso. Infatti, uno studio sulle imposte imperiali in mwa54Egitto, la provincia di gran lunga meglio documentata, ha stabilito che il gravame era relativamente pesante.cite-ref-duncan-jones-1994-35-0[35]
Le spese militari costituivano quindi il 75% ca. del bilancio totale statale, in quanto poca era la spesa "sociale", mentre tutto il resto era speso in progetti di prestigiose costruzioni a mwa6qRoma e nelle mwa6uprovince; a ciò si aggiungeva un sussidio in grano per coloro che risultavano disoccupati, oltre ad aiuti al proletariato di Roma (mwa6ymwa6ccongiaria) e sussidi alle famiglie italiche (simile ai moderni mwa6gassegni familiari), per incoraggiarle a generare più figli. Augusto istituì questa politica, distribuendo 250 mwa6kdenari per ogni bambino nato.cite-ref-36[36] Altri sussidi ulteriori furono poi introdotti per le famiglie italiche (mwa64mwa68Institutio Alimentaria), dall'imperatore mwa7aTraiano.cite-ref-duncan-jones-1994-35-37-0[37]
Note
cite-note-66. ↑ P.Connolly, mwa98L'esercito romano, p.26.
cite-note-dobson213-77. ↑ Brian Dobson, in mwa-mGreece and Rome at war a cura di P.Connolly, p.213.
cite-note-dobson214-88. ↑ Brian Dobson, in mwa-cGreece and Rome at war a cura di P.Connolly, p.214.
cite-note-99. ↑ Alessandro Milan, mwa-sLe forze armate nella storia di Roma Antica, Roma 1993, p.95.
cite-note-lebohec283-1010. ↑ mwa-eY.Le Bohec, mwa-iL'esercito romano da Augusto alla fine del III secolo, Roma 2008, p. 283.
cite-note-cheesman35-1111. ↑ G.L.Cheesman, mwa-yThe Auxilia during the first two century A.D., Oxford 1914, p.35.
cite-note-1414. ↑ G.Cascarino, mwbacL'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. II - Da Augusto ai Severi, Rimini 2008, p. 12.
cite-note-lebohec284-1515. ↑ mwbasY.Le Bohec, mwbawL'esercito romano da Augusto alla fine del III secolo, Roma 2008, p. 284.
cite-note-1616. ↑ Alessandro Milan, mwbbaLe forze armate nella storia di Roma antica, XII, p.119.
cite-note-1818. ↑ L.Keppie, mwbbkThe Making of the Roman Army, from Republic to Empire, 1984, p.148.
cite-note-erodiano6-8-3-1919. ↑ Erodiano, VI, 8.3.
cite-note-2020. ↑ Erodiano, VI, 8.4.
cite-note-erodiano6-8-5-2121. ↑ Erodiano, VI, 8.5.
cite-note-2222. ↑ Erodiano, VI, 8.7.
cite-note-erodiano6-8-8-2323. ↑ Erodiano, VI, 8.8.
cite-note-2424. ↑ G.Cascarino, mwbdaL'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. II - Da Augusto ai Severi, Rimini 2008, pp. 48-54 e 84-86; mwbdeY.Le Bohec, mwbdiL'esercito romano da Augusto alla fine del III secolo, Roma 2008, pp. 280-284.
cite-note-triplicarius-251. mwbdgmwbdkAEmwbdo mwbds1976, 495.
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Voci correlate